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SETI rileva 72 segnali dall'universo grazie al machine learning

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

L'intelligenza artificiale trova impiego in un numero sempre maggiore di campi, naturalmente esistono diversi livelli di applicazione a seconda dei scopi prefissi. In ambito scientifico, da svariati anni trovano largo utilizzo gli algoritmi di apprendimento automatico, grazie ai quali i sistemi predittivi in uso sono migliorati tantissimo. Non sorprende dunque, che anche il SETI sia stato in grado di utilizzare il machine learning in modo positivo nel riconoscimento di nuovi segnali dallo spazio.

Per coloro che non lo sapessero, il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) è un programma nato nel lontano 1974, con il preciso fine di analizzare i segnali radio provenienti dal cosmo ed individuare eventuali sorgenti "non naturali", ossia originate da qualche lontana civiltà simile alla nostra.

La difficoltà nel riconoscere e registrare nuovi segnali radio è principalmente legata alla velocità degli impulsi stessi, spesso della durata di pochi millisecondi. Chiamati FRB, sono segnali radio rapidi a volte registrati a raffiche, molto difficili da essere individuati ed attualmente "impossibili" da decifrare.


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