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Ma Conte cosa ha deciso di fare con il concorso per la cattedra alla Sapienza?

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

Giuseppe Conte sarebbe ancora in corsa per la cattedra di diritto privato all’Università Sapienza di Roma. Lo scrive Politico, smentendo le parole del presidente del Consiglio che aveva affermato di voler riconsiderare la sua candidatura, risalente a diversi mesi prima della sua nomina, visti i nuovi incarichi assunti. Una delle prove dell’esame, quella in lingua inglese, si sarebbe infatti dovuta svolgere nella giornata di oggi ma il premier ha chiesto che venisse spostata, scrive Repubblica, “per impegni istituzionali”. Una decisione che non collima con le dichiarazioni rilasciate recentemente da Palazzo Chigi e che ha scatenato una nuova ondata di critiche sui social.

I due contendenti

Al posto vacante, di assoluto prestigio, dell’università romana concorrono altre due figure: Giovanni Perlingeri, figlio del giurista Pietro Perlingeri, e Mauro Orlandi, allievo di un altro noto docente, Natalino Irti. La commissione esaminatrice, secondo quanto riporta ancora Repubblica, avrebbe proposto loro una strada duplice: sostenere immediatamente l’esame o, come avvenuto con Conte, rinviarlo a data da destinarsi. Entrambi hanno optato per questa seconda strada senza, come sottolinea Politico, rilasciare alcuna dichiarazione.

Perché questo concorso è un problema

Il passaggio fondamentale in questa storia rimane però sempre lo stesso: il Decreto del presidente della Repubblica (numero 382, 11 luglio 1980) che obbliga un professore all'aspettativa, niente lavoro né retribuzione, in caso di nomina "alla carica di presidente del Consiglio”. Se Conte dovesse quindi superare l’esame e vincere il concorso con l’attuale governo ancora in pista, sarebbe costretto a prendere subito l’aspettativa. Una soluzione che, per molti, lederebbe la sua immagine.

 

 

 

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