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Giorgetti teme un attacco dei fondi speculativi all'Italia a fine agosto

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: POLITICA

"A fine agosto i fondi speculativi ci aggrediranno, può accadere quello che è successo a Berlusconi sette anni fa. E l'opposizione, in crisi, farà di tutto per saltarci addosso". È L'allarme che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il leghista Giancarlo Giorgetti affida alle colonne di Libero nella convinzione che "L'Europa e le elìte temono questo governo" legastellato. Giorgetti si dice "preoccupato il giusto. L'attacco – spiega – io me lo aspetto, i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono. Abbiamo visto cos'è accaduto a fine agosto nel '92 e sette anni fa con Berlusconi. In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia". Ma "se arriva il temporale, apriremo l'ombrello. L'Italia – ricorda Giorgetti – è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato. Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all'estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica".

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Quindi l'Italia è alla mercè del fuoco straniero? "Gliel'ho detto, il governo populista non è tollerato. La Ue teme che, se funziona in Italia, altri Paesi possano imitarci".(

Il governo gialloverde "Durerà finché converrà agli italiani", certo è che "A Lega e M5s converrebbe tornare al voto subito, incassare il consenso e annientare Pd e Forza Italia, ma noi lavoriamo nell'interesse del Paese, non delle nostre botteghe, per questo credo che l'orizzonte non sarà di breve termine. L'accordo è saldo e ne abbiamo dato prova: M5s ci è venuto dietro sull'immigrazione e noi abbiamo tenuto duro sul decreto dignità", sottolinea Giorgetti.

A minacciare il destino dell'esecutivo c'è solo "l'imponderabile, qualche atto o situazione improvvisa alla quale non sappiamo reagire. Poteva accadere sull'immigrazione, se Salvini non avesse tirato fuori l'asso nella manica. È una situazione incredibilmente nuova. Basti pensare che all'inizio tutti erano convinti che la debolezza del governo sarebbe stata la politica estera, che invece si è rivelata il nostro punto di forza". Di qui l'allarme sugli attacchi speculativi esteri e la già sperimentata impennata dello spread.

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