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L'Italia passerà alle trasmissioni in MPEG4 sul digitale terrestre

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

MPEG4 sarà lo standard per le trasmissioni televisive sul digitale terrestre. A stabilirlo è stato il Comitato interministeriale per la Banda Ultra Larga presieduto dal Ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche sociali Luigi Di Maio. La decisione è contenuta all'interno di uno dei due decreti emanati in questi giorni dal Ministro. Tutto nasce dalla necessità di liberare la banda dei 700 MHz (quella compresa tra 694 MHz e 790 MHz) in modo da lasciare le frequenze libere per la connettività mobile 5G. Il passaggio sarà gestito a livello europeo e prevede l'introduzione del 5G a partire dal 2020 con la possibilità di richiedere deroghe debitamente motivate fino al 30 giugno 2022.

Per ottenere un più efficiente utilizzo delle frequenze rimaste si era deciso di ricorrere al DVB-T2 con HEVC, tecnologie che sono obbligatorie su tutti i TV venduti dal primo gennaio 2017. Nel comunicato stampa rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico non compaiono più citazioni al DVB-T2 e a HEVC. La scelta di MPEG4 in qualità di standard (almeno per il momento) si inserisce comunque nel solco di una linea già tratteggiata in precedenza anche se con un perimetro ben delimitato.

Lo scorso anno era stato proprio il Ministero dello sviluppo economico a prevederne l'uso in una nota rilasciata all'inizio di novembre. Dal 2020 era stato infatti previsto lo spegnimento delle frequenze in uso alle emittenti locali e la costruzione del Mux1 della Rai per aree geografiche. In questa fase si era deciso di ricorrere a MPEG4, già diffuso da anni su moltissimi TV e quindi sicuramente meno problematico da gestire. Pur in mancanza di ulteriori dettaglia sulla tabella di marcia, si può dunque immaginare lo stesso iter già messo in atto dalla Francia.


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