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GdS – Inchiesta Palermo: ricorsi incrociati di club e Procura. Per i pm c’è una “stridente anomalia”

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Nel giorno dell’inizio del ritiro estivo, il Giornale di Sicilia fa il punto della situazione legata all’inchiesta penale contro il Palermo e Maurizio Zamparini e i ricorsi che entrambi le parti stanno portando avanti: il club rosanero chiede il dissequestro di somme pari a 1 milione e 200 mila euro, la Procura chiede di poter sequestrare gli altri 49 milioni (richiesta non accolta dal gip) ribadendo le proprie accuse.

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Secondo quanto riporta Riccardo Arena, per Zamparini verrà ribadita la richiesta di domiciliari così come per il suo commercialista Anastasio Morosi e la segretaria Bonometti, così come verrà appellato il no alla sospensione dalla professione di commercialista del presidente Giammarva (ieri a Roma per il caso La Penna). Tutto però è stato rinviato a martedì 17, visto che l’accusa non ha prodotto le carte relative all’istanza di fallimento, documenti richiesti espressamente dal giudice del Riesame.

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Sulle pagine del quotidiano, emergono poi nuovi dettagli e informazioni in mano all’accusa, che cita per due volte (7 maggio e 25 giugno) le valutazioni della Banca d’Italia sulla società di revisione legale del Palermo in merito all’affare Mepal – Alyssa, parlando di “stridente anomalia” in riferimento ad una coincidenza fra l’identità di un ex amministratore di una società svizzera collegata alla famiglia Zamparini (la Std) con il procuratore speciale di Alyssa, cioè Domenico Scarfò (citato sulla stampa come “faccendiere svizzero”, riporta il Giornale di Sicilia) e tutte le società coinvolte sarebbero riferite a lui e a Zamparini.

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Vengono riproposte poi le intercettazioni del luglio 2017 con la Bakery Tilly Revisa (ritenuta inadempiente dal Palermo per aver rinunciato alla revisione legale) ribadendo a Morosi la necessità di effettuare la relazione di revisione in maniera rigorosa: “Siamo monitorati a Equitalia e Consob, abbiamo bisogno di fare tutto in tempi normali ed emettere tutto in data vera, non retrodatandole come dovevamo fare…”, ma Morosi chiede comprensione: “Visto che il 30 giugno non è avvenuto quel pagamento, può scrivere alla socieà o a me?” Lentini sostiene la difficoltà della richiesta e il rischio di un’ammissione, con Morosi che suggerisce di essere più “soffice”.

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