Cronaca

Museo fantasma realizzato solo sulla carta ma finanziato con fondi europei, scatta il sequestro beni

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

Avrebbe dovuto realizzare un Museo diffuso, un impianto espositivo museale su “I Castelli di Federico II di Svevia in Sicilia”. per far questo aveva ricevuto un contributo dalla regione siciliana in regime di ‘de minimis’ a valre sui fondi europei FESR 2007-2013.

Ma Antonio Concetto Rosario Raciti, 47 anni di Linguaglossa nel catanese in realtà non  disponeva dagli immobili che doveva essere usati per questo impianto museale. La sua associazione culturale AST Servizi con sede a
Catania. aveva presentato alla Regione contratti di comodatpo d’uso che secondo le indagini della Guardia di Finan za erano fittizzi, con firme falsificate e redatti senza che i titolari degli immobili ne fossero a conosceza.

Con queste accuse, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano, i finanzieri del Nucleo di Polizia
Economico – Finanziaria di Palermo hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal GIP del Tribunale del capoluogo lombardo che ha disposto il sequestro di circa 63.000 euro nei confronti di Raciti.

Le indagini svolte dalle Fiamme Gialle, partite a seguito di un esposto presentato dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana della Regione, hanno consentito di accertare, secondo l’accusa, un collaudato sistema di artifizi e raggiri attraverso il quale, nell’ambito del Programma Operativo Regionale, Raciti ha ottenuto indebitamente un finanziamento pubblico di oltre 180.000 euro (di cui circa 63.000 erogati nella prima
tranche).

Secondo i finanziaeri sui contratti di comodato d’uso presnetati alla Regione erano riportate firme false di ignari
proprietari di immobili che Raciti si era impegnato a utilizzare per la realizzazione del museo. Addirittura i contratti riportavano simboli e contrassegni contraffatti dell’Agenzia delle Entrate di Catania, nonché estremi di registrazione riconducibili a contratti d’affitto completamente diversi da quelli presentati nella domanda di finanziamento.

Il procedimento penale è stato iscritto, per competenza territoriale, presso la Procura della Repubblica di Milano, poiché le somme concesse sono state accreditate nel corso del 2013 su di un conto corrente acceso presso una banca milanese.

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