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Pirateria musicale: cala in Italia | FIMI

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La pirateria musicale è un reato che è stato sempre più facile commettere con l'affermazione dei nuovi media. La cosiddetta musica liquida è molto più semplice da copiare e diffondere sfruttando siti di hosting, servizi di file sharing, e il P2P. Il trend, tuttavia, è in calo nel nostro Paese. Lo ha comunicato la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) in occasione della pubblicazione della relazione annuale dell'Agcom, che ha avuto un ruolo importante per contrastare il fenomeno.

I dati diffusi dalla FIMI si concentrando sugli ultimi quattro anni evidenziando, in primo luogo, un importante ridimensionamento del fenomeno: dal 39% del 2014 si è passati al 20% di aprile 2018. Il risultato è determinato da un lato dall'attività di vigilanza dell'Agcom, che ha consentito di bloccare decine di piattaforme pirata contenti milioni di file illegali. Dall'altro, la possibilità di accedere ad un gran numero di piattaforme che offrono musica, anche in streaming, del tutto legalmente ha contributo a rendere meno appetibili i file musicali piratati.

La Federazione cita in particolar modo i dati della IFPI (Federazione internazionale dell'industria fonografica) che evidenziano come il fenomeno dei siti Torrent sia calato del 21,9% nell'ultimo anno, quello delle piattaforme di cyberlocker (hosting di file con possibilità di condivisione) del 14%, mentre il P2P ha raggiunto il suo minimo storico. Incoraggiante il fatto che le nuove generazioni (fascia di età tra i 13-15 anni, secondo la ricerca Connecting with music di Ipsos Connect) sono quelle più propense ad ascoltare musica legale.


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