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Galaxy S9: Loom.ai spiega i principali punti deboli delle AR Emoji

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

I nuovi Galaxy S9 e S9 Plus sono i primi smartphone della società sudcoreana ed essere in grado di generare le cosiddette AR Emoji. Queste permettono di impersonare uno dei tanti personaggi virtuali disponibili o di creare un nostro avatar 3D da condividere con i nostri contatti, in maniera simile a quanto fatto da Apple con le Animoji presentate su iPhone X, tuttavia i risultati sembrano non convincere particolarmente.

A differenza della soluzione proposta dalla casa di Cupertino, le AR Emoji non sfruttano un complesso sistema di tracciamento 3D del volto dell'utente, bensì si basano su ciò che viene inquadrato dalla fotocamera anteriore. Il risultato non sembra aver convinto molti utenti, dal momento che le AR Emoji presentano diversi punti deboli e i creatori dell'algoritmo alla base del loro funzionamento sono in grado di spiegarci le ragioni di ciò.

Samsung non ha realizzato le AR Emoji internamente, bensì le ha costruite attorno ad un SDK sviluppato da Loom.ai, una società specializzata nel campo degli effetti speciali che ha ricevuto importanti riconoscimenti nel mondo del cinema. Uno dei loro ultimi lavori ha riguardato la creazione della versione digitale dell'attore Peter Cushing per il ruolo del Grand Moff Tarkin in Rogue One: A Star Wars Story.

(aggiornamento del 16 April 2018, ore 16:56)

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