Cronaca

Il ‘caso Armao’ finisce al Csm, ‘Uso improprio delle interettazioni e volgare speculazione politica’

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

“Ho chiesto tutela all’ordine degli avvocati di Palermo nei miei confronti e nei confronti della professione di avvocato ed io stesso presenterò un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura sull’uso che è stato fatto delle intercettazioni fra avvocato e cliente, intercettazioni il cui impiego è espressamente vietato dalla legge”.

Arriva una dura reazione del vice Presidente della Regione nonchè assessore all’Economia della Sicilia dopo due giorni di attacchi dovuti alla pubblicazione di stralci di una inchiesta riguaerdante l’imprenditore Vincenzo Sinatra e dopo l’attacco dei 5 stelle secondo i quali, proprio in virtù di quelle intercettazioni, non si può lasciare la fusione di Irfis, Crias e Ircac nella mani dell’assessore Armao.

“La vicenda della quale si parla – dice Armao a BlogSicilia – risale al 2016 quando io non ricoprivo alcun ruolo politico. Assistevo già da quattro anni, come legale, la società di Sinatra. E’ inconcepibile che un magistrato italiano abbia a definire un avvocato come ‘a disposizione’ quando ogni atto è stato legalmente ineccepibile e messo in pratica nel pieno rispetto del mandato fra cliente ed avvocato. Quale sarebbe il tutoraggio? Il contratto di assistenza legale?”

Su queste basi Armao chiederà all’organo di autotuela dei giudici di accertare i fatti “Ogni mio atto è stato svolto in maniera ufficiale e alla luce del sole. Peraltro non solo non ricoprivo alcun ruolo politico ma è notorio come col governo in carica all’epoca ci fosse chiara e palese reciproca ostilità. Nel merito l’unica cosa che segnalai è l’inaccettabile ritardo con il quale l’amministrazione non si fosse pronunciata ne con una accettazione ne con un diniego rispetto alla pratica in oggetto. Una lamentela legittima da parte di qualsiasi cittadino e ancor più da parte del legale dell’azienda che aveva avanzato quella richiesta”.

Per Armao “E’ grave che venga violato il rapporto fra avvocato e cliente costituzionalmente sancito ma, se possibile, è ancor più grave che una simile azione venga in seguito utilizzata per una volgare e pretestuosa speculazione politica”

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