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Telescopio spaziale Ariel, osserverà gli esopianeti dal 2028

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Negli anni abbiamo affinato i metodi di osservazione di stelle e pianeti extrasolari, grazie al telescopio spaziale Keplero ed alle tecniche di rilevazione più promettenti degli ultimi anni. Tra queste, troviamo in prima linea l'osservazione delle variazioni fotometriche al transito di un pianeta davanti alla stella d'appartenenza, modalità che consente di calcolare con buona precisione in base alle variazioni di luce le caratteristiche dell'atmosfera, le dimensioni anche a grandi distanze, ma che nel contempo è applicabile solamente ai sistemi allineati con il punto di vista d'osservazione.

Ad oggi, conosciamo circa 2800 sistemi che stimiamo possano ospitare oltre 3800 esopianeti, il più vicino dista 4,2 anni luce e la stella madre si chiama Proxima Centauri, attorno ad essa sono stati rilevati alcuni esopianeti tra i quali Proxima B, che potenzialmente potrebbe presentare condizioni accettabili alla formazione di una qualche forma di vita (presenza di acqua e distanza adeguata dalla stella).

E' recente il via libera dell'ESA per la costruzione di un nuovo telescopio spaziale chiamato Ariel, nato dalla collaborazione tra diversi paesi europei tra i quali anche l'Italia, oltre a Gran Bretagna, Francia, Polonia, Spagna, Olanda, Belgio, Austria, Danimarca, Irlanda, Germania, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca e Svezia. Ecco l'annuncio del progetto risalente a maggio del 2017.


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