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Telegram perde l'appello con le autorità russe. Dovrà cedere le chiavi di cifratura

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Telegram ha perso un'importante sentenza d'appello presso la Corte Suprema russa, con la quale ha provato a contrastare una legge del 2016 ritenuta incostituzionale dal team dell'app di messaggistica istantanea. La legge in questione stabilisce che ogni servizio di messaggistica fornisca le proprie chiavi di cifratura al Federal Security Service (FSB), ovvero la versione moderna del KGB.

Telegram ha scelto di ricorrere in appello sperando di ribaltare la questione tramite un verdetto favorevole, tuttavia così non è stato e ora si ritrova a dover versare una multa di 14.000 Dollari e a dover consegnare le proprie chiavi di cifratura. Secondo quanto dichiarato dallo stesso FSB, il solo possesso delle chiavi non rappresenta una violazione dei diritti costituzionali, dal momento che l'attività di raccolta dati dovrà essere autorizzata dall'ordine di una corte legale, quindi – almeno in teoria – l'agenzia non può utilizzare le chiavi in maniera indiscriminata.

In ogni caso questo verdetto pone in seria discussione l'effettiva riservatezza della piattaforma di Durov, che ora potrà essere soggetta a controlli molto più efficaci da parte delle autorità russe, qualora queste lo ritengano necessario. Telegram ha ricevuto diverse critiche per aver continuato ad utilizzare il proprio algoritmo di cifratura, piuttosto che spostarsi verso la cifratura end-to-end, fatto che avrebbe reso impossibile fornire le chiavi d'accesso dal momento che queste non sarebbero state in suo possesso.


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