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5G, inizia in Italia la trafila burocratica per l'assegnazione delle frequenze

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

L'AGCOM ha pubblicato la prima bozza del regolamento dell'asta per lo sfruttamento delle frequenze della rete 5G, e ne ha avviato la consultazione pubblica: ciò significa che gli operatori hanno tempo 30 giorni per segnalare all'autorità eventuali dubbi e dettagli da rivedere. Poi verrà pubblicato il regolamento effettivo, ed entro fine 2018 si terrà l'asta vera e propria. L'introito sarà di almeno 2,5 miliardi di euro, tetto minimo fissato dalla legge di Bilancio 2018, ma potrebbe essere ben più alto: per il 4G, nel 2011, lo Stato aveva incassato intorno ai 4 miliardi.

L'AGCOM vuole un mercato più aperto rispetto a quello visto con il 4G LTE, e quindi ha previsto alcune regole ad hoc. Per esempio:

  • Il diritto di sfruttamento delle frequenze non durerà più di otto anni e poi andrà rinnovato;
  • Ci sarà un limite al numero di frequenze che ogni operatore può tenere in contemporanea;
  • Alcune frequenze, sia nella fascia dei 700 MHz sia in quella dei 2,6 GHz, saranno riservate a concorrenti nuovi ed emergenti (vale a dire chiunque non sia TIM, Vodafone o Wind Tre).

La banda dei 700 MHz sarà particolarmente importante per gli operatori emergenti: il suo segnale è più forte e si propaga meglio negli edifici e a distanze più grandi. In altre parole, servono meno stazioni radio per coprire il territorio. Parte di quelle frequenze, però, è ora assegnata alle emittenti televisive: ci vorrà fino a luglio 2022 perché siano disponibili in tutta Italia.


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