Cronaca

E’ caso elettorale totale nei seggi di Palermo, ritardi fino quasi a tre ore, solo alle 10 tutte le sezioni aperte e funzionanti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

Anche due ore e mezzo di ritardo nell’apertura dei seggi con gli elettori in coda fuori e tanti che hanno rinunciato. C’è chi trornerà nel pomeriggio e chi, invece, indignato non voterà più.

E’ un caso nazionale, una vergogna indicibile quanto successo a Palermo dove solo poco prima delle 10 la Prefettura ha potuto confermare che tutte le sezioni erano finalmente aperte e funzionanti e in tutte, adesso, si può regolarmente votare.

Una situazione incresciosa che non mancherà di causare code durante la giornata, disagi e probabilmente avrà contribuito in maniera consistente all’astensionismo. Una situazione della quale qualcuno dovrà rispondere e che sarà seguita certamente da polemiche e, probabilmente, ricorsi.

A causare la bolgia è stato un errore nella perimetrazione dei collegi così come stabiliti dalla nuova legge. Numerose sezioni del collegio Palermo 1 da Passo di Rigano a Bonagia e fino a via Libertà hanno ricevuto, ieri pomeriggio, le schede stampate con i nomi dei candidati del collegio Palermo 2. A rendersene conto sono stati i rappresentanti di lista di Forza Italia ma l’errore riguardava tutti.

Dopo un lungo tira e molla dalla Prefettura è stato chiesto alle tipografie convenzionate di ristampare le schede nottetempo. Circa 200 mila quelle sbagliate che dovevano essere riconsegnate questa mattina. Ma nella notte si è verificato un grave incidente mortale e dunque le pattiuglie dei vigili urbani disponibili si sono dimezzate e la consegna delle schede, di cosneguenza, si è protratta fino a mattina inoltrata con ritardi inverosimili nell’apertura dei seggi.

Della vicenda è stato avvertito già ieri sera il ministro dell’Interno. Fra le proteste delle forze politiche e dei candidati oggi, si assiste al balletto del timpallo delle responsabilitàò fra Comune di Palermo e Prefettura. L’errore di perimetrazioen sarebbe stato commesso dall’ufficio elettorale del Comune ma la Prefettura non avrebbe controllato con la dovuta attenzione. Insomma la nuova legge comincia da subito a creare confusione ma ci sono precise responsabilità che dovranno essere individuate

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