Cronaca

“Il magistrato deve rispettare nel suo lavoro non solo la legge, ma il codice etico”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

Le ultime inchieste e le ultime indagini che hanno coinvolto alcuni presidenti del Consiglio di Giustizia Amministrativa sono stati al centro degli interventi nel corso dell’inaugurazione del Tar Sicilia.

“Non voglio, infine, sottrarmi allo scivoloso tema della disciplina e dell’etica del magistrato, che ha visto la giustizia amministrativa sotto i riflettori negli ultimi mesi – ha detto il neo presidente del Cga Sicilia Rosanna De Nictolis – Il Consiglio nello scorso anno ha trasmesso in sette casi gli atti ai titolari dell’azione disciplinare; ha deliberato due sospensioni cautelari dal servizio e la destituzione di un consigliere di Stato. Come ha evidenziato il presidente Pajno, nel suo discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario, tale destituzione non sarebbe stata possibile senza il tempestivo intervento del Consiglio di Presidenza”.

E ha aggiunto il neo presidente “non sottovalutiamo lo smarrimento che questa e altre vicende recenti hanno provocato nell’opinione pubblica, ma la nostra Istituzione ha saputo far fronte ad una situazione tanto difficile quanto inedita con la massima sanzione, e non intende chiudere gli occhi su altri episodi oggi all’attenzione della magistratura penale.

Così dando prova concreta del significato alto dell’autogoverno. Che non è autoconservazione, ma capacità di saper fare autocritica, vigilare e prevenire, sanzionare ove necessario, a garanzia della indipendenza e del prestigio della magistratura. Dal giudice non si esige solo il rispetto della legge nel suo lavoro istituzionale. C

ome afferma la regola numero 1 del codice etico dei consiglieri di Stato, con la quale concludo il mio intervento: “Il magistrato osserva, nella vita sociale, una linea di condotta ispirata ai più rigorosi canoni di dignità e di decoro, sì da offrire una immagine di se stesso, tale da essere riconosciuta ed apprezzata dai consociati come adeguata al prestigio della funzione esercitata.

A tal fine, nella convinzione che l’essenza della sua funzione sia servizio, tiene, nello stile di vita, un comportamento discreto e riservato, evitando di perseguire potere e ricchezza; adotta nei rapporti sociali un convinto atteggiamento di attenzione verso gli interlocutori e di rispetto nei confronti del personale amministrativo, degli altri soggetti dell’ordinamento del Foro e di chiunque abbia, per qualsiasi motivo, rapporti con lui”.

 

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