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GdS – “Palermo, i conti tornano”, ma il caso Mepal – Alyssa è ancora da chiarire

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

27 Gennaio-2017  Maurizio Zamparini

“I conti tornano”. Il Giornale di Sicilia analizza la perizia presentata da Daniele Santoro, Saverio Mancinelli e Angelo Paletta: i presupposti per dichiarare l’insolvenza del Palermo non ci sono, i criteri ed i numeri da Alessandro Colaci, l’esperto nominato dai pm, non portano a dire che la società rosanero è in una crisi irreversibile tale che giustificherebbe l’accoglimento dell’istanza di fallimento.

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Sul piano penale, però, non tutto è avvenuto in maniera pacifica e lineare e la situazione legata alla cessione del marchio (con una valore conferito superiore a quello reale) e l’affare Mepal – Alyssa sono ancora da chiarire. Sono stati però gli interventi operati da Zamparini e dal club rosanero a cambiare il trend, che sembrava orientato al peggio.

L’indebitamento, che Colaci valutava intorno a 63 milioni di euro, al 2017 era pari a 32 milioni, poi ridotti a 18. Quindi, la società ha la capacità di far fronte alle proprie obbligazioni. La riduzione del debito, però, non è dovuta al pagamento di questo, ma alla compensazione con partite creditorie, ma molti fornitori “insoddisfatti” (circa il 50% dei debiti segnalati dal dott. Colaci) in realtà non avrebbero ancora intrapreso iniziative concorsuali.

L’ADDIO AMARO DI FABIO LUPO

I bilanci del 2014, 2015 e 2016 presentano comunque delle criticità e possibili irregolarità, rilevanti sul piano penale. Negli esercizi 2013 e 2014 c’era il rischio di insolvenza, nel 2015 e 2016 una zona di incertezza, mentre nel 2017 si è approdati in una zona di sicurezza. I presunti falsi nei bilanci sarebbero stati creati “allo scopo di creare falsi valori contabili utili alla società per azzerare la perdita di esercizio generatasi nel biennio 2015-2016, che avrebbe causato l’azzeramento del capitale sociale”.

LE CONDIZIONI DI RAJKOVIC

Il fronte su cui Zamparini ha agito massicciamente è quello tributario. Ha pagato 1 milione e 900 mila euro di IVA non versata ed il tribunale di Palermo ha dichiarato estinto il reato. Se Colaci, al giugno 2017, valutava i debiti tributari intorno agli 8 milioni di euro, la somma in bilancio è in realtà di 5 milioni.

La rosa del Palermo vale inoltre più dei 19 milioni di euro indicati da Alessandro Colaci. Il Collegio, composto sempre da Santoro, Mancinelli e Paletta, ha utilizzato un nuovo “modello econometrico” ed ha così ottenuto un valore minimo complessivo di 27 milioni, ed un massimo di 96 milioni.

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