Cronaca

“Jazz chamber music”, il virtuosismo di Carolina Eyck al Real Teatro Santa Cecilia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

La sua suggestione architettonica è particolarmente magica ed adeguata a sottolineare al meglio le inconsuete ed emozionanti sonorità scaturite dal particolare strumento. Lei è, in tutta la sua bellezza artistica, virtuosa di theremin, Carolina Eyck.

La giovane musicista tedesca, che nell’aprile del 2012 si esibì ancora ventiquatenne al Ridotto dello Spasimo, adesso è nuovamente ospite della Fondazione The Brass Group, in un’altra esclusiva nazionale per “Palermo Capitale della Cultura”. Sul palco del Real Teatro Santa Cecilia, inserito nella stagione concertistica del Brass Group, il concerto di Carolina Eyck, sabato 3 marzo, in un doppio spettacolo alle ore 20.30 e 22.15.

La Eyck, si esibirà in una “jazz chamber music”. Tant’è che in questa occasione, la suonatrice di theremin è affiancata da un’eccellente formazione tutta siciliana con Riccardo Randisi, pianoforte, Giuseppe Costa, contrabbasso, e Lino Costa, chitarra.

Benché di aspetto futuribile, quello suonato dall’affascinante musicista berlinese è forse lo strumento musicale elettronico più antico che si conosca, essendo stato inventato dallo scienziato russo Leon Theremin nei primi del Novecento (l’anno prossimo cade il centenario della sua invenzione). Si tratta, in pratica, di un oscillatore che produce suoni in cui frequenza e intensità vengono variate dal movimento aereo delle mani che si avvicinano o allontanano da due antenne (una orizzontale, l’altra verticale). Assai difficile da dominare, il theremin ha suscitato l’interesse dei compositori classici ma ancor più dei musicisti rock e pop, tra cui Jimmy Page dei Led Zeppelin (in “Whola lotta love”), i Beach Boys (in “Good vibrations”), Michael Jackson (in Thriller”) ma anche Vinicio Capossela. Il posto privilegiato, però, il theremin lo ha trovato soprattutto nelle musiche per il grande schermo, come in “Io ti salverò” di Hitchcock, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Forman, “Ultimatum alla Terra” di Wise, “La moglie di Frankenstein” di Whale. Sin dal suo debutto coi Berliner Philarmoniker nel 2002, Carolina Eyck si è affermata tra i maggiori virtuosi al mondo di theremin. Nel tempo, Eyck ha affinato sempre più la tecnica magistrale, ha aggiunto anche una propria originale vocalità ai suoni evocati dallo strumento e, inoltre, ha sviluppato apprezzabili doti sia compositive che interpretative. Qualità, queste, che le consentono di affrontare territori musicali assai vasti e impegnativi, sospesi magicamente tra classica, jazz, pop, minimalismo, contemporanea e space-rock. Proprio per meglio aderire all’idea di “jazz chamber music”, il repertorio scelto nell’occasione da Eyck privilegia i grandi classici della storia del jazz, con capolavori quali “Round midnight” di Thelonious Monk, “Autumn leaves” di Kosma e Prévert, “Misty” di Erroll Garner, “My funny Valentine” di Rodgers e Hart (celebri le versioni di Chet Baker e di Miles Davis), “Summertime” di George Gershwin, “All of me”, grande successo di Billie Holiday, Louis Armstrong, Frank Sinatra ed altri big,

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