Cronaca

Al Sanremo Village l’olio siciliano di Pettineo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

A Sanremo si gusterà olio siciliano. Fino al 10 febbraio, infatti, La Vucciria food concept, consorzio spontaneo che unisce alcune eccellenze enogastronomiche e artistiche del territorio siciliano, ideato dall’imprenditore Antonio Di Dio e dalla creativa Diana de Concini, sarà sponsor unico per l’olio al Sanremo Village, manifestazione collaterale al Festival della canzone italiana.

Il Sanremo Village è un talk show dove i principali interpreti del Festival saranno intervistati dallo scrittore e critico musicale Michele Monina. All’interno sono previsti alcuni cooking show, ogni giorno dalle 11 alle 13, fino a sabato, in diretta su Fashion Tv canale 143 del digitale terrestre. Sono affidati ad alcuni chef che si esibiranno ai fornelli, tra cui la campana Helga Liberto, Vito De Vita, Diego Ciraudo ed Enzo Piedimonte, maestro pizzaiolo napoletano ma messinese d’adozione che ha debuttato nello storico locale “La Regina Margherita” di Napoli e che dopo una lunga esperienza in Germania è approdato a Rodia, nel messinese. Fa parte dell’Accademia pizzaioli italiani ed annovera tanti riconoscimenti. Sua la scelta di condire le pizze e i piatti del Sanremo Village con l’olio santagatese, specialità del territorio di Pettineo.

L’iniziativa è sponsorizzata da La Vucciria Food Concept, produttrice tra le altre cose di questa particolare coltivazione, ed è realizzata in collaborazione col Comune di Pettineo, il sindaco Mimmo Ruffino, il presidente del consiglio comunale Gianfranco Gentile, la Scuola politica per il mezzogiorno e la Confcommercio Messina con Sabrina Assenzio. Sponsor per la parentesi moda, che avrà luogo durante la partecipazione di La Vucciria al Sanremo Village, è La Vie en rose di Patrizia e Stefania Di Dio.

Pettineo, comune in provincia di Messina, vanta gli ulivi secolari più antichi di tutta la Sicilia. La patrona è Santa Oliva e si festeggia il 5 maggio e in occasione della festività è stata avanzata l’ipotesi di fare adottare gli ulivi più vecchi ai distributori che, nel mondo, acquistano i prodotti a marchio La Vucciria.

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