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TRAPPIST-1: alla scoperta del sistema di esopianeti distante 40 anni luce

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Il sistema extra-solare TRAPPIST-1 è da tempo oggetto di approfondite analisi da parte degli astronomi di tutto il mondo. Scoperto attraverso il Transiting Planets and Planetesimals Small Telescope (TRAPPIST) in Cile, questo remoto angolo dell’universo distante 40 anni luce dalla Terra viene considerato come uno dei sistemi in cui può esistere – potenzialmente – la vita, considerate le peculiari caratteristiche che contraddistinguono i pianeti che lo compongono.

Fino ad oggi, tuttavia, non erano tante le informazioni in possesso degli scienziati, ma grazie all’elaborazione dei dati forniti dai telescopi spaziali della NASA Spitzer e Kepler siamo in grado di conoscere gli esopianeti con maggiore precisione. Lo studio, pubblicato su Astronomy and Astrophysics, si incentra sul calcolo delle densità dei pianeti e sulla loro composizione: ebbene, alcuni di questi sono risultati essere composti prevalentemente da rocce ed avere una massa formata per il 5 per cento da acqua, dato pari a 250 volte gli oceani presenti sulla Terra.

Ovviamente l’acqua si presenta in modo differente a seconda che l’esopianeta sia più o meno lontano dalla sua stella (la cui massa è simile a quella del nostro Sole). Sui pianeti più vicini l’acqua è presente sotto forma di vapore, mentre quelli più periferici presentano tracce d’acqua congelata in superficie. In un modo o nell’altro – che si tratti di vapore, liquido o ghiaccio – risulta comunque che ciascuno dei sette pianeti presenta acqua in superficie, condizione necessaria affinché possano essere ospitate forme di vita.


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