Cronaca

Da dodici giorni sotto attacco hacker, la denuncia del ‘Gazzettino di Sicilia’

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

Dodici giorni di attacchi hacker, black out sul sito da un minimo di 3 ore, a un massimo dell’intera giornata lavorativa. Attacchi sistematici e puntuali, partiti sempre intorno alle 11 di mattina.

“È successo al Gazzettino di Sicilia – ha raccontato in conferenza stampa il direttore responsabile della testata, Angelo Scuderi – ma sarebbe potuto succedere, anzi è accaduto, magari con modalità meno insistenti, a qualunque altro sito che si occupa di informazione online. Si pensi alla colla nei lucchetti degli esercizi commerciali: sappiamo bene che non c’entra la mafia, ma la sensazione è la medesima. Ci è stato impedito, con un’azione articolata, di fare il nostro lavoro”.

Il Gazzettino di Sicilia ha sporto denuncia alla Polizia Postale. Secondo il presidente dell’ordine dei giornalisti di Sicilia, Giulio Francese, si tratta di “un problema che pone interrogativi a tutti noi, è un fatto grave”.

“Questo evento – ha aggiunto Francese – ci pone davanti a una considerazione quella della vulnerabilità della rete. Sicuramente l’ordine dovrà interrogarsi sulle modalità di prevenzione contro gli attacchi, perché è un problema che si pone all’attenzione di tutti i colleghi. Bisogna fare una analisi approfondita, ma anche organizzare dei corsi di formazione per i colleghi, interpellando degli esperti”.

“Sì – ha fatto eco il presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo – sicuramente c’è un aspetto normativo va costruito ex novo, anche perché il mondo dell’informazione è profondamente mutato e oggi le notizie passano principalmente online, il superamento rispetto alle tv e alla carta stampata è avvenuto. Prima quasi si storceva il naso davanti ai quotidiani online, adesso l’online è diventato il principale canale di veicolo dell’informazione”.

Tuttoilmondo fa un paragone, da vita a un’immagine volutamente forte: “Un tempo – dice – si facevano saltare le edicole, ora si oscura un sito. Il risultato finale è che la gente non accede comunque alle notizie. La cosa più triste e preoccupante è che spesso capita che da queste indagini emerga che gli autori siano in qualche modo legati alla concorrenza. Chi dovrebbe essere alleato, fa la guerra. Rischia di essere la pietra tombale del nostro mondo”.

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