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Attacco a Coincheck: Corea del Nord potenziale sospettata per Seul

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

La Corea del Nord è ancora una volta sospettata di un cybercrimine: dopo essere stata accusata ufficialmente dal governo USA per il ransomware WannaCry, l'intelligence della Corea del Sud ha segnalato al proprio governo che potrebbe essere stata l'autrice del colossale colpo ai danni dell'exchange di criptovalute giapponese CoinCheck.

Secondo le fonti interne anonime di Reuters, tuttavia, per ora la pista non è molto concreta. Gli investigatori di Seul non sembrano aver ancora consegnato prove tangibili, ma considerano il regime di Kim Jong-un un sospetto plausibile. Il mercato delle criptovalute è un bersaglio ideale per gli hacker nordcoreani perché, stando alle fonti, è poco regolamentato e molto vasto.

Ci sono anche dei precedenti, sempre secondo il governo sudcoreano: nel corso del 2017, dice il parlamentare Kim Byung-kee, i nordcoreani hanno condotto un attacco via mail volto a carpire i dati personali degli utenti di svariati exchange di criptovalute e, in ultimo, accedervi illegalmente. La criptovaluta sottratta, dicono, è di "miliardi di won" (1 miliardo di won = 740.000 euro circa).


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