Cronaca

Parco archeologico di Selinunte: “Lavoratori costretti a condizioni insalubri e poco dignitose”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

“Il dirigente responsabile del parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, in una nota trasmissione televisiva nazionale che ha trattato la problematica dell’ingresso al parco lato Triscina, ha dichiarato che dopo tutto quello che ha messo a disposizione per il proprio personale mancava solo che mettesse, a loro disposizione, anche i tappeti persiani”.

Nei giorni scorsi per verificare la situazione – dichiara Michele D’Amico, responsabile regionale delle Politiche regionali dei beni culturali del Cobas/Codir (organizzazione sindacale più rappresentativa della Regione Siciliana) – abbiamo fatto un sopralluogo presso il Parco, compreso il percorso con il “trenino” che collega l’ingresso di Marinella di Selinunte a quello di Triscina (impiegando circa 20 minuti). Giunti all’ingresso lato Triscina, abbiamo fatto alcuni video e foto che descrivono una realtà a nostro parere difforme da quella descritta dal dirigente responsabile del Parco”. Immagini e video sono disponibili al seguente link http://lnx.codir.it/site/it/?p=11448 (ciascuno può così farsi un’opinione scevra da influenze di parte).

Abbiamo trovato – prosegue D’Amico – un ambiente a nostro avviso non proprio pulito, un bar chiuso, i bagni per i visitatori chiusi non potendo essere utilizzati per carenza di pulizia. All’interno della biglietteria non c’è traccia di arredi che possano definirsi tali. Persino la cassa, dove depositare l’incasso, è fatta con una scatola di cartone. Abbiamo trovato non funzionante il sistema di climatizzazione del museo archeologico del Baglio Florio (sito all’interno del medesimo parco di Selinunte e inaugurato soltanto il 22 settembre 2017), con la conseguenza che nella stagione invernale la temperatura interna è ben al di sotto di quella consentita dalle norme in materia di salubrità nei luoghi di lavoro, mentre nel periodo estivo, se non si metterà in funzione, si offrirà ai turisti e al personale un clima torrido”.

“Siamo fortemente convinti – conclude il sindacalista – che l’ingresso lato Triscina debba essere funzionante, nonostante la carenza di organico del parco e in questa direzione interesseremo il dirigente generale; ma il parlare di tappeti persiani, viste le condizioni che abbiamo trovato ci sembra improprio: deve essere rispettato il diritto dei lavoratori a svolgere le proprie mansioni con dignità e nel rispetto delle condizioni igieniche e di salubrità previste, così come l’utenza deve avere garantito il diritto di visitare il parco archeologico più grande d’Europa con standard dignitosi”.

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