Cronaca

Nasce il Movimento giovanile degli indipendentisti, si chiamerà ‘Avanguardia giovanile sicilana’

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

Si chiama ‘Avanguardia giovanile siciliana’, è il nuovo movimento costituito da giovani nell’alveo dei ‘Siciliani liberi’, gli indipendentisti guidati dal segretario politico Ciro Lomonte, e che quest’anno terranno il primo congresso nell’isola dopo avere partecipato alle elezioni regionali in Sicilia.

Nel loro manifesto pubblicato nella pagina Fb anche in dialetto siciliano, i giovani di Avanguardia fanno riferimento alle parole di Karl Marx: “Nessuno ha lottato in modo tanto indomabile per la propria emancipazione come la Sicilia e i siciliani. Così il suolo siciliano si è sempre dimostrato letale per gli oppressori e gli invasori, e i Vespri siciliani rimasero immortalati nella storia…”.

“L’obiettivo – si legge nel manifesto di Avanguardia – è di dare vita ad un movimento che, portando avanti le battaglie politiche e condividendo gli ideali del partito ‘Siciliani Liberi’ contribuisca al risveglio della coscienza identitaria del popolo siciliano, puntando su iniziative dalla forte connotazione culturale e sociale. I giovani rappresentano la forza più adatta a portare avanti quella ‘ribellione della bellezza’ da cui può partire il riscatto completo della Sicilia”. Avanguardia spiega che “il movimento non si occuperà solamente di politica, ma avrà il compito di fare emergere interessi e competenze dei suoi giovani membri, stimolando e valorizzando le capacità di ognuno, dando la possibilità ai giovani di mettere alla prova le proprie abilità e conoscenze su un vasto panorama disciplinare”. Il movimento si prefigge il compito di raccogliere attivisti con una fascia di età tra i 16 e i 35 anni, siano iscritti o meno a “Siciliani Liberi”. “In questo modo possiamo entrare all’interno di scuole ed università, luoghi deputati alla formazione del cittadino e della classe dirigente”, si legge ancora nel manifesto. Alla guida del movimento Corinne Di Mulo, Laura Di Giacomo, Lello Quarta, Diego Messina e Angelo Priolo.

“È un percorso lungo ed impervio ma che dovrà essere affrontato tenendo in mente due motti”, avverte Avanguardia: Antudo, il termine usato durante i Vespri siciliani (1282) come segno di riconoscimento e poi durante i moti del 1647 e 1820, quindi durante la rivolta antiborbonica del 1847 e durante il separatismo siciliano degli anni quaranta del XX secolo e ripreso negli anni successivi da diversi movimenti autonomistici e indipendentistici nell’isola. E la locuzione latina ad maiora.

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