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Google Cloud, patch (open-source!) per Spectre e Meltdown senza rallentamenti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

Google ha dichiarato che le proprie patch correttive per Spectre e Meltdown hanno virtualmente zero impatto negativo sulle performance della propria infrastruttura cloud (Google Cloud Platform).

Le ormai arcinote falle di sicurezza, presenti in moltissimi processori messi in commercio negli ultimi 20 anni, hanno attirato molto l'attenzione proprio perché correggerle significa perdere percentuali anche significative di velocità dei processori stessi; in che misura, è molto difficile da stabilire a priori. Come hanno evidenziato i primi test ufficiali di Microsoft e Intel, le cose variano molto in base al processore (in particolare alla sua età) e al carico di lavoro specifico, ma in alcuni casi d'uso non è irragionevole assumere un secco -30 per cento.

Google, tuttavia, ha dedicato un quantitativo enorme di tempo e personale per far sì che le correzioni delle falle, che sfruttano caratteristiche fondamentali dei processori, non avessero controindicazioni. "Centinaia" di ingegneri ci lavorano da settembre: entro il mese sono arrivate, relativamente in fretta, le prime patch per le varianti 1 e 3, mentre per la variante 2, la più tosta, c'è voluto un approccio più innovativo, ispirato e radicale. Google concretizza il tutto con il nome Retpoline, creato dal dipendente della divisione Technical Infrastructure.


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