Cronaca

Riforma del Terzo Settore, cambiamento ed opportunità

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

Oggi pomeriggio giovedì 11 gennaio 2018, ore 15,00 presso l’Ex Real Fonderia alla Cala, Piazza Fonderia a Palermo Monica Poletto, responsabile del settore Opere Sociali della Compagnia delle Opere e Coordinatrice del Tavolo Legislativo del Forum Terzo Settore parlerà su: “Formazione sulla riforma del Terzo Settore: cambiamento e opportunità”.
Con il Decreto Legislativo del 3 luglio 2017 n. 117, è entrato in vigore il Codice del Terzo settore (CTS), in attuazione della Legge 6 giugno 2016 n.106. Il Codice introduce nel nostro ordinamento la qualifica di Ente del Terzo settore (ETS)

Abbiamo chiesto a Saverio Stellino, presidente della Compagnia delle Opere della Sicilia occidentale, che ha organizzato l’evento, di anticiparci alcuni temi dell’incontro.

Perché è importante questa riforma?
La riforma rappresenta un passo storico, anche se non esclude per il futuro altre opportunità di sviluppo e soprattutto di regolamentazione di un comparto fondamentale negli assetti sociali ed economici del Paese. Il settore necessitava di regole e maggiori controlli: la riforma ha il grande merito di disciplinare un settore che ha davanti a sé opportunità di crescita e di mercato, perché in tutti gli ambiti del welfare c’è grande richiesta di servizi.

A chi è rivolta?
Per la prima volta è introdotto nel nostro ordinamento la qualifica di Ente del Terzo settore (ETS). In esso sono incluse le seguenti forme aggregative: organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni, riconosciute o non riconosciute, fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi.

Quali novità introduce?
La norma introduce diversi vantaggi ma anche degli obblighi. Gli enti del terzo settore, con l’iscrizione al registro, sono tenuti ad assicurare la pubblicità dei propri atti e una maggiore trasparenza nei bilanci, nei rapporti di lavoro e relativi stipendi e nell’assicurazione dei volontari. In particolare, è obbligatoria la redazione e il deposito del bilancio annuale (con modalità semplificate per gli enti con entrate inferiori a 220.000 euro annui che potranno redigere e depositare un rendiconto di cassa) e la pubblicazione sul sito web di tutti i compensi o corrispettivi attribuiti a dirigenti, associati e membri degli organi di amministrazione. Tra i vantaggi si annoverano una serie di esenzioni di cui gli enti no-profit potranno beneficiare. Ad esempio, per chi effettua erogazioni liberali a favore degli ETS è prevista una detrazione Irpef pari al 30% (35% nel caso in cui a beneficiarne sia un’organizzazione di volontariato). A fronte di liberalità in denaro o in natura erogate da società ed enti, è ammessa da subito la deducibilità nei limiti del 10% del reddito dichiarato.
Inoltre, entrano in vigore agevolazioni quali “titoli di solidarietà” e piattaforme di social lending, nonché il “social bonus” ovvero un credito di imposta che incentiva le donazioni per il recupero da parte degli ETS di immobili statali inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

Quali vantaggi può trarre il Terzo Settore?
Il principale vantaggio è sicuramente legato all’opportunità occupazionale e di sviluppo. Negli ultimi anni si è avuta una crescita dei bisogni, legati sicuramente a nuovi problemi di coesione sociale e di territorio; pertanto la necessità di far crescere l’occupazione è sotto gli occhi di tutti. Non vi è quindi alcun dubbio che la riforma del Terzo settore possa dare una risposta là dove vi è una domanda, una richiesta. Il Paese ha un grande bisogno di imprese che svolgano una funzione sociale, soddisfacendo le esigenze della comunità, coinvolgendo le persone nei processi economici ed esercitando, senza intenti speculativi, attività di interesse generale, dove purtroppo non sempre la macchina pubblica è pronta ad intervenire con risposte di aiuto concreto. Lo sviluppo passa dalla scelta di coinvolgere i giovani, perché possano misurarsi, costruirsi un futuro, vedere un ritorno positivo del loro investimento personale e imprenditoriale.

Quale ruolo avranno le associazioni e gli enti come la Compagnia delle Opere?
CdO è e resta un network, In questo ultimo periodo ha assunto un ruolo e una importanza fondamentale nel settore delle Opere Sociali grazie al lavoro svolto da Monica Poletto, nel suo incarico di presidente e con la partecipazione nel ruolo di coordinatrice del tavolo legislativo del Forum nazionale del terzo settore. E’ stato svolto un gran lavoro per trovare soluzioni operative durante l’elaborazione dei contenuti della riforma, (lavoro non semplice e non altrettanto breve), sino alla pubblicazione del suo testo definitivo. Il merito va anche dato alle realtà associative e aggregative presenti al tavolo, che hanno saputo mettere al centro non un interesse autoreferenziale e politico, ma quello di tutte le strutture che quotidianamente con i servizi erogati, talvolta, anche in presenza di falle delle pubbliche amministrazioni, riescono a garantire continuità nei servizi agli utenti. Ci auguriamo che la riforma riesca finalmente a superare la contrapposizione pubblico e privato non profit e che riesca a garantire più sussidiarietà, oltre al riconoscimento di quanto di buono c’è in atto nella società.

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