Cronaca

“1492”, un’opera lirica ricorda la cacciata degli ebrei dalla Sicilia

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

La cacciata degli ebrei dalla Sicilia sarà ricordata questo pomeriggio, alle 17.30, con la presentazione di un progetto di Marco Betta e Davide Camarrone per un’opera lirica intitolata “1492”.

Così, la comunità ebraica di Palermo ricorderà la drammatica vicenda che la vide protagonista, alla vigilia del 526esimo anniversario dell’editto firmato dai sovrani di Spagna. Al dibattito, nella sala Damiani Almeyda dell’Archivio comunale, il luogo in cui sorgeva l’antica sinagoga maggiore di Palermo, prenderanno parte, con gli autori dell’opera, Eliana Calandra, Rita Calabrese e Dario Oliveri.

L’incontro è promosso dall’Istituto Siciliano di Studi Ebraici e dall’Ucei in collaborazione con il Comune di Palermo.

“La presentazione di questo progetto – dichiara Evelyne Aouate, presidente dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici –
sarà il nostro modo di ricordare quest’anno la data ultima per gli ebrei lasciare la Sicilia. È’ il nostro primo appuntamento per inaugurare l’anno 2018 con “Palermo Capitale della Cultura”.

“Non potremmo ritrovare noi stessi, oggi, senza interrogare le memorie perdute”, dice Marco Betta. “La musica può correre veloce, indietro nel tempo ed esser lago-specchio che riflette e restituisce il senso ed i significati profondi del testo. ‘1492’ è un’Opera viva, musica rivolta in prospettiva verso l’orecchio di chi legge, suoni che indossano la lettura, sospesi sul rampicante della storia, spezzati in ombra”.

“L’idea di quest’Opera – racconta Davide Camarrone – nasce dalla necessità di dar vita ad una narrazione della tragedia vissuta dagli ebrei di Sicilia in un tempo non troppo lontano.
La dimenticanza è un fenomeno ancora attuale. Quest’opera vuol rendere omaggio a chi fu perseguitato e ucciso e dire di quanto sia importante, ancora in questo nostro tempo tumultuoso, il valore della diversità”.

Il libretto di Davide Camarrone, scrittore e giornalista – testo in forma classica, con arie, recitativi e corali – è
scritto in una lingua popolare, ispirata al volgare in uso alla fine del Quattrocento. Il Maestro Marco Betta, compositore tra i più apprezzati del nostro tempo, presenterà alcune arie di un testo musicale che contamina forme espressive antiche e contemporanee. Il progetto prevede una prima messinscena in occasione dell’inaugurazione della Sinagoga di Palermo, nel 2020.

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