Cronaca

‘Insieme per sconfiggere l’Aids della politica: i 5 stelle’, la provocazione di Miccichè a Faraone e Vicari

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“Abbiamo cercato il dialogo con Ap, lo abbiamo fatto con insistenza, io per primo ho perfino offerto la candidatura alla Presidenza della regione ad Alfano e poi perfino alla moglie di Misuraca ma mi è stato detto di no. Andava fatto perchè adesso che loro ci hanno detto di no, noi siamo forti loro deboli tanto è vero che la metà degli uomini di Ap stanno correndo da noi”.

Gianfranco Miccichè raccoglie in pieno la provocazione di Luca Telese e spara a zero sull’amica Simona Vicari. Il teatro è il palchetto allestito in una sala dell’Hotel la Torre di Mondello dove si sta tenendo il corso di formazione politica ‘la fabbrica dei Leader’ C’è Luigi Crespi a fare da padrone di casa e Miccichè si sente a suo agio, ma forse lo si sente anche perchè sa di avere di fronte corsisti, politici, uomini e donne di staff ma pensa che non ci sia la stampa. Non cambia atteggiamento, però, quando gli dicono a voce alta che la stampa invece c’è.

“La verità che dovremmo stare tutti insieme. Non solo Forza Italia con Ap. Ma anche il partito democratico dovrebbe capire che il nemico non si chiama Forza Italia, almeno non in questo momento, non in questa fase. Bisognerebbe stare insieme per sconfiggere quello che è l’Aids della politica, i 5 stelle. Il populismo, il qualunquismo che ha un tempo limitato per esprimersi, destinato a scomparire perchè la gente sta già iniziando a capire ma che deve essere fermato al più presto”.

Una frase forte destinata certamente a sollevare un vespaio di polemiche ma che Miccichè non ritira, anzi reitera. Lui durante questa campagan elettorale non partecièperà a dibattiti televisivi, fare solo piccoli spot programmatici. Questa, forse, è l’unicaa platea, peraltro improvvisata, nella quale lo si sentirà dire qualcosa in prima persona, senza filtro. E la sua ricetta l’ha sparata, e anche grossa.

E, a sorpresa, è proprio questa l’unca cosa sulla quale con il Sottosegretario Davide faraone, si trova d’accordo. “Non c’è dubbio che il pericolo è dato dal qualunquismo politico – dice Faraone – io vedo avanzare in Europa il rischio di questo populismo, non solo in Italia. In Germania va avanti la destra estremista. Assistiamo al crescere di forse qualunquiste. E’ una scena che abbiamo già visto, sembra di vivere gli anni precedenti al nazismo. Le Forze democratiche Europee, che hanno già visto queste dinamiche nel secolo scorso, hanno gli anticorpi e devonoc apire che bisogna unirsi per impedire questo ritorno agli estremisti pericolosi.  E questo non significa che siamo uguali. Poi potremmo tornatre a dividersi su tutto. Ma solo dopo”.

 Ma poi tocca a Faraone sparare il suo siluro “Quello che Miccichè non comprende, o forse comprende e lo subisce, è che il populismo non è solo de 5 stelle. Lui ha dentro la coalizione Salvini e Meloni che non sono meno qualunquisti e pericolosi. Oggi io sono libero di dire che il percorso del Nazareno uno io lo rifarei senza remore.Sono libero di dire quelloc he penso. lui non puà farlo perchè in nome di una unità elettorae ha messo insieme cose che insieme non possonos tare e sta tirando la volata a Salvini e Meloni dalla Sicilia verso il resto del Paese, sta facendo da incubatore al populismo. E’ responsabile di qualcosa che in parte subisce ma con la quale dovrà poi fare i conti”.

E di incoerenza parla anche Simona Vicari rispondendo a Miccichè ma tornandlo alla Sicilia e alla sfida che interessa l’isola “Cinque anni fa abbiamo perso perchè Miccichè si è voluto candidare contro Musumeci. Se non l’avesse fatto non ci sarebbe stato Crocetta. Lui è responsabile della vittoria di Crocetta. Dov’è la coerenza? Coerenza che abbiamo avuto invece noi dopo che Salvini voleva imporre ad Alfano, in cambio di un’alleanza, di non partecipare alla campagna elettorale e di nascondere il simbolo di Ap dietro una lista civica”.

“Oggi gli estremismi sono presenti sia a destra sia a sinistra e il destino dei partiti moderati è quello di governare assieme – ha continuato -. Abbiamo pertanto deciso di proseguire nel progetto iniziato a Palermo con Leoluca Orlando. Il punto debole del Pd in Sicilia – ha sottolineato – è non aver fatto le primarie: probabilmente Faraone le avrebbe vinte. Il Pd non doveva farsi dare il candidato da Orlando e non doveva abdicare all’indicazione di un suo candidato, e lo stesso forse avrebbe dovuto fare Ap. Senza le primarie sono stati esclusi, probabilmente per guerre interne, dei cavalli che potevano vincere”.

Il secondo round è sulle candidature alla Regione. per Miccichè “Micari è un’ottima persona, è un amico. Ma la sinistra si trova in una situazione in cui il centrodestra ha fatto il miracolo di riunirsi, i Cinque Stelle sono sopra il 30 per cento e Fava sta andando per conto suo. Per far parte della partita, non per forza per vincere, ma quantomeno per partecipare, serviva un personaggio aggressivo, capace di fare ‘a cazzotti’. Quando Micari propone come slogan ‘La sfida gentile’ significa che chiede agli avversari di non fargli troppo male”.

“Fava dice nel suo slogan di essere ‘scandalosamente onesto’, io terrei solo la parola ‘scandalosamente’… Non salvo nulla di lui, è antipatico, non è una persona che mi piace. Ma ha l’aggressività giusta, ha ‘gli attributi’, mentre Micari sta facendo esattamente l’opposto di quello che dovrebbe fare. ‘La sfida gentile’ non significa niente – ha concluso Miccichè -. Io mi chiedo che partito sia il Pd che da quando è nato non ha ancora proposto un suo candidato nè a Palermo nè in Sicilia”.

Su una cosa conclorda la Vicari “La sfida gentile non si può sentire” dice scimmiottando una espressione tipicamente siciliana ma poi difende la scelta anche se non frutto di primarie e punta sulle liste come traino. “Non voglio parlare dei 5 stelle – dice – ma poi ricorda la vicenda Cinque a Bagheria come esempio di cattiva amministrazione e così via”

Per Faraone la sfida di Kicar è vincente per la competenza, per la chiarezza è perchè “è l’unica vera novità di questa cmapagna elettorale. Nel 2012 c’èera Musumeci che è addirittura al terzo tentativo per diventare presidente della regione e rappresenta il passato. C’era anche Cancelleri che è grillino di prima generazione. Non c’era Fava per un errore formale sulla residenza ma ci aveva provato. noi abbiamo una propostya nuova e non abbiamo inc orsa gli estremi. Alla fine è questa la sfida vincente. Quella della competenza e dell’affidabilità”.

La fabbrica dei leader continua a Mondello per tutta la giornata di oggi (Vai alla fabbrica dei leader)

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