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Tedino e Lupo, i “picciotti” polacchi e le profezie estive di Arcoleo

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

tedino e i picciotti polacchi

Siamo a un punto dal primo posto. Nulla di eccezionale ma nemmeno il disastro che qualcuno aveva pronosticato: tre vittorie, tre pareggi, nessuna sconfitta. La squadra è forte? Ha dato il massimo o ancora deve migliorare tanto? E’ scarso il livello delle partecipanti? Le mie risposte alle tre domande sono identiche: sì.

Ma prima ancora che di questioni tecniche, sulle quali ognuno può ragionevolmente dire la sua, mi soffermo nuovamente sulle qualità morali dimostrate dalla squadra. I 12 punti finora conquistati sono in gran parte da attribuire allo spirito di gruppo che Tedino è riuscito a creare in tempi brevi. Prestazioni non sempre all’altezza, qualche amnesia di troppo ma anche tanta grinta e voglia di soffrire fino al 90esimo.

CASO NAZIONALI, LA LEGA DICE NO AL PALERMO

Per certi versi (e non certo per similitudini di gioco) questo gruppo mi ricorda quello che Ignazio Arcoleo riuscì a creare in poco più di un mese, oltre vent’anni fa, quando si trovò a guidare una squadra costruita con niente in un momento estremamente difficile per la società. Rispetto alle previsioni della vigilia fece miracoli, migliorando i singoli ma contando anche sulla forza del collettivo.

Ecco perché la contestazione sorda di due mesi fa si è pian piano sciolta, ecco perché si sono risentiti applausi (timidi) sugli spalti ancora troppo vuoti del Barbera, ecco perché perfino i cori contro Zamparini si sono diradati. Una squadra che dà l’anima in campo avrà sempre l’appoggio e il rispetto dei tifosi: meglio ancora se arriva il risultato.

TEDINO, PALERMO IN DIFFICOLTA’ PER I NAZIONALI

Con la Pro Vercelli la vittoria è stata molto meno semplice di come molti l’avevano immaginata: è stata probabilmente la peggiore partita stagionale del Palermo ma è bastata per conquistare i tre punti. E qui vengo ad uno dei quesiti iniziali: il livello della B è questo, poche squadre possono dire davvero di essere competitive e di praticare un calcio decente. E comunque tra prima e ultima della classifica non ci sarà mai il divario netto che vediamo in serie A. Prendere o lasciare, la serie B è questa. E non sarebbe male… lasciarla subito e tornare in A con un organico decente per evitare le schifezze tecniche della passata stagione.

A proposito di Arcoleo (che la serie B l’ha conosciuta da giocatore e da allenatore) ci è tornata alla mente la sua intervista di fine luglio. Ignazio, che ci fa piacere annoverare tra gli opinionisti di Stadionews, aveva visto bene e sfidando i malumori della piazza si era sbilanciato nel pronosticare un futuro positivo per la squadra di Tedino, elogiando le operazioni di mercato del ds Lupo e le qualità umane di Tedino (LEGGI QUI L’INTERVISTA). Ho “recuperato” questa intervista perché credo che sia giusto anche ascoltare chi è del mestiere e conosce bene i valori del campionato visto che lo segue professionalmente da anni: è inevitabile la necessità di “tarare” i commenti sulla forza e sul gioco di una squadra in relazione al campionato di appartenenza.

LE PAGELLE DI PALERMO – PRO VERCELLI

Prendete Embalo: la sua prestazione di lunedì sera mi è sembrata positiva ma ho riscontrato una valanga di commenti dei tifosi che gli contestavano troppa foga, egoismo o imprecisione nei passaggi. Ognuno può farsi un’idea personale (anche più realistica della mia, ovvio) ma sarebbe bene non dimenticare che se Embalo (o chiunque altro) non avesse certi difetti strutturali giocherebbe nella Roma o nell’Inter, non certo qui. Il Palermo ovviamente deve migliorare, le soluzioni tattiche non sono tantissime e lunedì sera – tra infortuni e squalifiche – la panchina era più corta di uno spaghetto. Emergenze che proseguiranno anche nelle prossime settimane (a cominciare da sabato ad Ascoli) perché squalifiche e nazionali bussano alla porta.

Le emergenze però a volte si tramutano in opportunità. Senza alcune assenze forzate probabilmente non avremmo scoperto il filone dei polacchi. Murawski, Szyminski e Dawidowicz (Cionek lo conoscevamo) si sono dimostrati buoni rinforzi a costi contenuti, non hanno fallito la prestazione quando sono stati chiamati a giocare e danno l’impressione di poter crescere ancora quando magari svilupperanno maggiore personalità. Hanno fame di arrivare e la testa sgombra perché non devono rimuovere le macerie – anche psicologiche – della scorsa stagione. Che siano loro i nuovi “picciotti” rosanero?

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