Cronaca

L’ultimo giallo sui conti della Regione, Documento economico senza tabelle e dati statistici nei cassetti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

E’ un Documento di economia e finanza regionale poco decifrabile quello pubblicato dal governo Crocetta e inserito tra le delibere facilmente scaricabili dal sito istituzionale della Regione siciliana. Nel documento vengono richiamate tabelle che in realtà poi non esistono: a quanto pare, spiegano fonti del dipartimento Economia, qualcuno ha assemblato il testo facendo copia-incolla di parti aggiornate nel corso dell’iter di stesura, senza poi verificarne la corrispondenza finale.

Nasce così l’ultimo Def del governo Crocetta, quello sulla base del quale il prossimo governo dovrà predisporre il bilancio di previsione che il prossimo Par,lamento regionale dovrà approvare. e il tutto in pochi giorn visto che l’insediamento avverrà intorno alla fine di novembre e la scadenza prevista, in assenza di proroghe ed esercizio provvisorio, è fissata al 31 dicembre.

Capita così che nella parte relativa alle previsioni sul Prodotto interno lordo (Pil) si trovino, in due pagine diverse, due previsioni distinte: in una pagina il governo prevede che il Pil crescerà dell’1% nel 2017, nell’altra invece il dato è dello 0,6%. Numeri ballerini anche per il 2018: 0,7% e 0,5%. Così come per il 2019 (0,8 e 0,5%) e per il 2020 (0,8 e 0,6%).

E non si tratta di un errore di poco conto, considerando che il valore assoluto di piccole variazioni percentuali corrisponde a svariati miliardi di euro. Secondo quanto verificato dall’agenzia di stampa ansa con fonti che hanno partecipato alla stesura del Def regionale, la previsione da prendere in considerazione è quella di una crescita del Pil nel 2017 dell’1%.

Chi ha partecipato alla stesura del Def regionale parla di “pasticcio” dopo avere constatato i contenuti del testo allegato alla delibera approvata dalla giunta qualche giorno fa. L’intenzione del governo Crocetta era di approvare il Def a giugno, ma i rilievi che mosse la Procura della Corte dei conti sul rendiconto per il 2016 che portò alla sospensione della parifica – poi concessa – avrebbe costretto il dipartimento Economia a concentrarsi su quella vicenda, non avendo poi più la possibilità di varare in tempo il documento di programmazione economica per via dell’apertura della campagna elettorale per le regionali. In giunta, nei giorni scorsi, è stato dunque varato un documento assemblato un po’ in fretta, testo che si ritroverà sul tavolo il prossimo governo della Regione.

C’è poi il giallo dei dati statistici. A luglio l’ufficio statistica della Regione siciliana ha definito, come di consueto fa ogni anno, la relazione sullo stato dell’economia in Sicilia. Ma a distanza di tre mesi non c’è traccia del dossier che rappresenta da anni un punto di riferimento per analisti e osservatori. Dall’ufficio statistica della Regione confermano all’ANSA di avere adempiuto alla trasmissione della relazione e di non aver ricevuto alcuna comunicazione da parte del governo. Il dossier, dunque, rimane chiuso nei cassetti.

Intanto non si arresta il trend negativo nel mercato del lavoro in Sicilia: nei primi mesi del 2017 il tasso di disoccupazione, pari al 22%, risulta in leggero aumento rispetto alla prima rilevazione dell’anno scorso. A rivelarlo è lo stesso documento economico e finanziario della Regione. Leggermente più elevato, si legge nel Def in base ai dati elaborati dal servizio statistica del dipartimento Economia, anche il tasso di occupazione che si porta al 40,3%.
Il numero degli occupati, secondo il dato tendenziale contenuto nel Defr, sale a 1 milione 358 mila, 14 mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,1%); “ma questa evoluzione – si legge nel Defr – è nuovamente sostenuta dal settore dei servizi (+1%) e in particolare modo da commercio, alloggi e ristorazione (+2,2%)”.

In crescita anche gli occupati in agricoltura (+6,6%) “che mostrano tuttavia un andamento altalenante negli anni, dovuto alla sequenza di eventi climatici e volatilità nei prezzi degli input e dei prodotti venduti”. “A fronte di una stabilità del tasso di occupazione 15-64 anni che comunque registra un lieve aumento nel 2016 (da 40 a 40,1%) – si legge ancora nel Defr – il tasso di disoccupazione torna leggermente a crescere, portandosi al 22,1%”. Nel Defr si segnala “il livello di precarietà nei rapporti di lavoro, con un divario che si mantiene elevato rispetto alla media nazionale: nel 2016 sul totale dei lavoratori dipendenti i rapporti a tempo determinato raggiungono il 19,4%, contro il 14% dell’Italia”.

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