Cronaca

Settore forestali: “Rinnovo contratti primo step, necessaria riforma organica settore”

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

“Il rinnovo del contratto per i forestali è solo il primo tempo di una partita, che dovrà concludersi con la definizione di una riforma organica del settore”. Cgil, Cisl e Uil Sicilia con le organizzazioni di categoria Fai, Flai, Uila rivendicano “il traguardo di civiltà” conquistato dopo 16 anni di battaglie sindacali con la firma del nuovo accordo per i 22 mila lavoratori forestali. E lanciano la sfida al “Governo regionale che verrà, qualunque sarà, perché una risorsa professionale e umana indispensabile per il territorio non sia ancora sottovalutata, sprecata, talora persino criminalizzata”. Sono alcuni passaggi-chiave della riunione unitaria isolana degli Esecutivi di Fai- Flai- Uila che si è tenuta oggi a Enna nel salone dell’associazione “Luciano Lama” su iniziativa di Adolfo Scotti, Alfio Mannino e Nino Marino, presenti con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil Sicilia Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone.
 Gli esponenti sindacali, che hanno ricordato tra le novità dell’intesa l’istituzione del tavolo tecnico Pari opportunità  mirato innanzitutto alla tutela delle moltissime lavoratrici forestali, si sono lungamente confrontati sul contratto appena siglato sottolineando “i progressi raggiunti con la definizione di diritti certi e incrementi salariali assolutamente dovuti, già ottenuti da anni nel resto d’Italia”.
“Nessun contentino elettorale – hanno aggiunto i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, Fai, Flai e Uila – Il Sindacato non può preoccuparsi delle scadenze di voto, perché diversamente non riusciremmo mai a chiudere una vertenza con la Pubblica amministrazione! Noi abbiamo la necessità di tutelare i lavoratori e ridefinire, nell’interesse dei cittadini, l’assetto organizzativo della Forestale. Le devastazioni ambientali di questa estate dimostrano quanto ciò sia necessario, urgente. Lo diciamo anche pensando a una regione che vuole puntare sul turismo, ma  non può farlo se non cura il proprio territorio. Anche al di là delle aree demaniali, curate attualmente dalla Forestale le cui competenze vanno necessariamente ampliate”.
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