Cronaca

Una performance di teatro-danza per la presentazione della 50esima stagione del Teatro Libero (FOTO)

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

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La 50esima Stagione Internazionale e la danza contemporanea di Lucia Guarino, architetto, ballerina e coreografa vincitrice del festival internazionale “Presente Futuro 2017” che porta in scena proprio la premiata performance di teatro-danza Retiro dopo il debutto al “Be Festival” di Birmingham dove Teatro Libero si ritaglia uno spazio da partner.

Saranno le protagoniste dello spettacolo che si terrà venerdì 15 settembre alle 20,30 sotto la direzione artistica del Teatro Libero che presenterà al pubblico una serata che si snoderà tra la conclusione del progetto di residenza con due performance e il video trailer della Stagione.

La riflessione di Retiro sviluppa i tre elementi dello spazio: il privato, il pubblico e il momento che intercorre tra i due, il “tuffo” come estremo atto di libertà e coraggio o come accettazione del proprio fallimento. L’incanto è nella sua estetica e l’obiettivo è quello di interpretare l’immagine del ribaltamento del corpo e della cristallizzazione della spirale dinamica che avviene un attimo prima dello “schianto”. L’attimo dove la bestialità e la ragione, tra vertigine, ritualità e coraggio, si incontrano.

Ma non solo: il progetto di residenza al Teatro Libero ha ispirato alla coreografa il primo studio Una crepa, nostalgia dell’oro, la seconda performance in prima nazionale allestita per la serata di venerdì. Una scossa avviene improvvisamente. Lo sfasamento, prodotto da oscillazioni e vibrazioni di due forze opposte apre una crepa e tutto viene sconvolto. Se il corpo si fa in pezzi la vera protesta è quella di provare a “ricostruire” dando vita a nuove forme possibili. Una rottura può portare o il totale abbandono verso la deriva di due solitudini o l’attrazione di queste verso il vuoto vertiginoso che le accomuna.

L’intuizione è che la frattura causata sia lo scarto necessario a creare la relazione e il movimento. L’urgenza è quella di sostare in questo luogo sacro poiché scopre alla fragilità del non finito e a nuove forme possibili di equilibrio. Cosa produce lo sfasamento? Come mi modifica la risonanza di una vibrazione? Qual è la durata della frattura? Quali forme genera il desiderio di tornare all’origine da cui ci siamo separati? Si preferisce cadere nel “de-siderio” attraverso pratiche di avvicinamento, slittamento, oscillazioni, ripetizioni, prolungamenti, blocchi, lievi spostamenti, variazioni di ritmo.

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