Cronaca

Nei guai 23 dipendenti del Comune di Termini Imerese, timbravano e non andavano al lavoro

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: CRONACA

La Polizia di Stato della Sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Termini Imerese e della Stazione Carabinieri di Termini Imerese, hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, emessa dal Gip del Tribunale di Termini imerese, Stefania Gallì, nei confronti di quindici dipendenti del Comune di Termini Imerese.

La misura è stata disposta nei confronti dei dipendenti comunali, su richiesta del Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Termini Imerese Guido Schininà, che ha contestato agli indagati i reati di falsa attestazione di servizio e truffa, in concorso.

Le indagini di polizia giudiziaria, condotte dagli investigatori della Polizia di Stato della Sezione di P.G. della Procura di Termini Imerese e da personale della Stazione dei carabinieri di Termini Imerese, hanno consentito di rilevare che i dipendenti comunali denunciati, mediante artifici e raggiri, inducevano in errore il comune di Termini Imerese circa la loro effettiva presenza in servizio.

Oltre agli impiegati comunali raggiunti dalla misura cautelare, risultano indagati per i medesimi reati, altri sette dipendenti comunali, che come gli altri erano soliti “timbrare” per altri colleghi o affidare il loro badge ad altri per la timbratura, assentandosi dalla sede di lavoro.

Un altro impiegato, individuato dagli investigatori nella medesima indagine, era già stato raggiunto, nel marzo scorso, da una ordinanza interdittiva emessa su richiesta della Procura di Palermo, competente per la particolare condotta illecita rilevata, che ne disponeva la sospensione dal servizio per sei mesi.

Quest’ultimo, sfruttando le sue conoscenze informatiche, si introduceva nel sistema informatico del comune e modificando l’orario del terminale di rilevazione delle presenze, inseriva, in qualunque momento della giornata, la timbratura corrispondente all’orario di effettivo inizio o fine lavoro, allontanandosi ingiustificatamente o ritardando il suo arrivo in ufficio.

Gli altri dipendenti comunali, invece, molto più semplicemente, si accordavano per timbrare a turno, scambiandosi i badge personali.

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