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Palermo: esame superato tra certezze, dubbi e rimpianti

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: SPORT

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Alcune certezze e alcune domande. E forse alcuni rimpianti. Poteva essere una vittoria con la squadra al completo? Probabilmente sì ma il pareggio di Brescia però va accolto con soddisfazione e l’allenatore Tedino sembra davvero soddisfatto. Ne ha buoni motivi, perché il Palermo ha mostrato solidità e carattere: non ha perso, non si è adagiato sui comodi alibi e ha confermato di avere la struttura della squadra di vertice.

LE PAGELLE DI BRESCIA – PALERMO

Cominciamo dalle certezze. Tedino è bravo, perché riesce a fare giocare la squadra in modo organizzato, con le giuste distanze tra i reparti, ogni giocatore conosce i propri compiti e li svolge come può. Non è poco, considerato che il suo lavoro è cominciato appena a luglio in un clima tutt’altro che favorevole, con i tifosi disamorati e una squadra piena di giocatori da ricostruire quantomeno sotto il profilo psicologico. Avere già dato una forma e un’anima a questo gruppo non era facile.

In fondo, quello di ieri era un “Palermo due”, nel senso che gli uomini schierati in campo non avevano mai giocato insieme e dunque non avevano ancora memorizzato molti meccanismi di gioco, eppure la squadra non ha sfigurato davanti al Brescia “vero” e soltanto un paio di volte il Palermo ha davvero rischiato di prendere gol. Un bilancio di zero gol al passivo, in due gare, non è proprio da buttare, specie per una squadra che l’anno scorso subiva un diluvio di reti.

Le domande, che Tedino già comincerà a porsi, sono tante e per lui magari nemmeno assillanti. Pomini può diventare titolare? Come non trovare un posto fisso a uno come Gnahorè? Embalo è un giocatore sulla via del rilancio? La Gumina – che lo stesso Tedino ha detto che non è ancora pronto – è un attaccante futuribile? Tutte le domande, o quasi, portano a un’unica conclusione: l’organico del Palermo è comunque competitivo, almeno 15 o 16 giocatori vanno considerati titolari a tutti gli effetti, non tutte le squadre di B possono permettersi un simile turn over. E i problemi di abbondanza, per un allenatore, non sono mai veri problemi.

Tutto considerato, sono legittimi i rimpianti per il Palermo che poteva essere e non è stato a causa delle tante convocazioni in nazionale. Il Palermo al completo avrebbe magari vinto, si ritroverebbe con due punti in più al comando della classifica. Probabilmente – ma con i se e con i ma non si va lontano – sarebbero bastati Nestorovski e Trajkovski per dare più concretezza al gioco offensivo e magari con Cionek in campo non avremmo corso nemmeno quel paio di pericoli in difesa.

In settimana capiremo se Tedino rispetterà le “gerarchie” finora stabilite o se pensa a qualche cambio. Ci aspetta la gara casalinga con l’Empoli, sarà il big match di giornata e magari metterà in palio il primo posto. Se ripenso all’ultimo Palermo – Empoli, appena tre mesi e mezzo fa in serie A, mi viene un po’ di tristezza.

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