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Samsung mostra i benefici di HDR10+ a IFA

Pubblicato su INFORMAZIONE 24 in: HI-TECH

HDR10+ è sicuramente tra gli argomenti più "caldi" di IFA 2017. È di pochi giorni fa l'accordo tra Samsung, Panasonic e Fox per promuovere questo nuovo formato. Il colosso coreano ha anche voluto fornire qualche indicazioni in più circa il funzionamento. HDR10+ è codificato come standard SMPTE ST 2094-40. Le specifiche di base sono le stesse di HDR10: troviamo quindi lo spazio colore BT.2020 utilizzato come "container" per il DCI-P3 (che determina effettivamente le coordinate cromatiche di primari, rosso, verde, blu e secondari, ciano, magenta e giallo), una profondità del colore a 10-bit e il ricorso a Perceptual Quantizer (PQ) ed EOTF (Electro-Optical Transfer Function: qui potete trovare maggiori informazioni). Per capire quali sono le concrete differenze tra HDR10 e HDR10+ occorre prima spiegare il funzionamento dei metadati, quelle informazioni che permettono di gestire le immagini in HDR.

I metadati comprendono una serie di informazioni. Le prime riguardano il picco di luminosità e il livello del nero (quindi i due estremi della scala) relativi ai display utilizzati per realizzare i contenuti che vengono poi visionati sui TV. Molto importanti sono anche il MaxCLL e il MaxFALL. MaxCLL è l'acronimo di "Maximum Content Light Level" e rappresenta i livello di luminosità del pixel più luminoso presente nel flusso video. MaxFALL, ovvero "Maximum Frame-Average Light Level", indica invece il livello medio più elevato inerente la luminosità del fotogramma più luminoso.

Questi due parametri sono molto importanti per il tone mapping. Di cosa si tratta? I contenuti in HDR vengono generalmente prodotti con un tetto massimo di luminosità fissato a 1.000 cd/m2 – nits o 4.000 cd/m2 – nits. Quando un TV non raggiunge questi livelli deve compensare per far rientrare le informazioni entro i limiti imposti dalle proprie caratteristiche. Il procedimento che si applica è proprio il tone mapping. Al momento non esiste una procedura standard per gestire questo tipo di elaborazione. Ogni produttore utilizza algoritmi differenti che producono risultati a volte decisamente distanti tra loro.


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